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Il futuro del fotovoltaico in Italia

 

Il punto di vista del Dott. Angelo Bussi AD di Centrosolar Italia

 
I dati  del mercato
 
Da una rapida panoramica delle fonti rinnovabili emerge che i paesi che dispongono di una grande quantità di energia fornita dal fotovoltaico sono davvero pochi; Germania e Italia insieme forniscono più del 60% di quanto è stato implementato in totale e a seguire vi sono Spagna, Cina, Usa e Giappone.

L’Italia è sicuramente il paese ideale per investire in questo settore; il 2010 è stato un anno di svolta, perché per la prima volta la quantità di potenza installata di fotovoltaico ha superato quella dell’eolico. Nel 2011, a fronte di un’implementazione cumulativa globale di 67 GW di energia rinnovabile , circa 1/3, 28 GW è attribuibile al fotovoltaico; pertanto, il fotovoltaico dalla fine del 2011 è divenuta la terza fer dietro l’idroelettrico e l’eolico.
A fine 2011 l’Italia contava quasi 12 GW installati cumulativi (di cui 9 solo nel 2011) e la Germania chiudeva l’anno a 25 GW.

L’Italia inoltre chiuderà il 2012 con circa 17 GW cumulativi: l’installazione di altri 4,5 GW in un anno è rilevante, considerata la crisi; la Germania invece chiuderà l’anno con più di 31 GW.
Il gap tra i due paesi dunque sta cominciando ad assottigliarsi.
Nel panorama mondiale anche altri paesi stanno incrementando la potenza installata: la Cina ha installato 4 GW nel 2012, come gli Usa, mentre il Giappone (che ha modificato quest’anno la sua politica energetica, spostandola dal nucleare a quella rinnovabile dopo lo tsunami del 2010)  ne ha installati 2,5.

Gli aspetti politici

L’energia rinnovabile del fotovoltaico ha alle spalle una volontà politica non trascurabile. Innanzi tutto un ruolo importante è svolto dal cosiddetto “Pacchetto Clima-Energia 20-20-20”, contenuto nella Direttiva 2009/29/CE, che sarà valida dal gennaio 2013 fino al 2020; tale pacchetto è un insieme di misure pensate dall’UE per contrastare il cambiamento climatico.
Il piano prevede la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, l’innalzamento al 20% della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e l’aumento fino al 20% del risparmio energetico; tutto questo da realizzare entro il 2020.

Anche l’Italia gioca un ruolo molto importante nel quadro europeo. Il Governo, nell’aprile di quest’anno, attraverso l’emissione di una circolare, ha dichiarato di:
1.    impegnarsi sull’allineamento del 20-20-20 e di volerlo superare;
2.    riconoscere che l’approccio veniva considerato non ottimale, in termini di costi, per il paese (si produce poco, troppo velocemente e a costo troppo elevato);
3.    sviluppare le energie rinnovabili con un approccio di crescita più virtuoso basato sull’efficienza dei costi e sulla massimizzazione del ritorno economico e ambientale per il paese.

Superare il 20-20-20, ridurre gli sprechi e favorire lo sviluppo della filiera economica italiana sono i tre capisaldi fissati dal Governo Monti in [continua] materia ambientale. Il ragionamento del Governo partiva dall’incidenza dell’energia rinnovabile sul totale consumo per il 2020, anche alla luce di quanto previsto dal Piano d’Azione Nazionale (PAN).L’obiettivo italiano complessivo è raggiungere il 17% ”; tale 17% ha tre componenti: l’origine rinnovabile dell’elettricità, la provenienza dell’energia termica (ovvero anche il calore deve avere origine da una fonte rinnovabile) e il trasporto (passare dal motore a scoppio ad uno elettrico o a idrogeno). Per questi tre componenti deve essere raggiunta una percentuale, che andrà a determinare l’agognato 17%; tale percentuale è rispettivamente del 26% sull’energia elettrica, del 17% sull’energia termica e del 10% per il trasporto. Quest’ultimo è la componente più difficilmente realizzabile, in quanto non è facile fare del trasporto rinnovabile; rilevanti passi in avanti sono stati effettuati nel settore termico, mentre  quello energetico è il settore che è giunto al suo completamento. Oggi infatti abbiamo raggiunto i famosi 100  TW/h, che corrispondono al 26% erogato sulla rete da fonte rinnovabile. Il grosso dello sforzo politico si può ora concentrare sugli altri 2 settori, in particolare sul raggiungimento del 17% nel termico.
Per quanto riguarda il terzo punto del programma l’intento del Governo era quello di allineare gli incentivi alla media degli  altri paesi dell’UE tenendo presente che in Italia erano ampiamente più elevati.
 
 
Le prospettive per il 2013

Dalla stampa specializzata ho estratto un articolo che chiariva quale poteva essere l’aspetto positivo della Green Economy sul portfolio energetico di un paese occidentale; l’articolo mostrava inoltre i benefici del fotovoltaico e dell’energia rinnovabile in generale:
  •   produce tanto nelle ore di picco;
  •   permette di evitare sanzioni da parte dell’UE;
  • ha effetti calmieranti sul prezzo dell’energia;
  •  consente di avere una certa indipendenza energetica;
  •  non emette CO2;
  •  è un’energia sostenibile;
  • è affidabile, di lunga durata e garantisce una buona rendita economica

Al momento il fotovoltaico non piace a tutti; si riscontra una certa discontinuità sia a livello sociale che a livello industriale, innanzitutto perché è un’innovazione assoluta che si sta insinuando con prepotenza nel mondo della produzione energetica; in secondo luogo, l’idea di adottare il fotovoltaico non è sposata da tutti perché funziona benissimo nelle ore di irraggiamento alto, dunque funziona a costo bassissimo e molte industrie non sono in grado di reggere la concorrenza, tant’è che in certi paesi le “Utilities” sono state costrette a chiedere degli incentivi per il turbogas, perché non riescono a farlo funzionare al normale costo di produzione; sono dunque costrette a chiedere un incentivo su una fonte non rinnovabile.

A proposito di incentivi, si stanno profilando tempi duri all’orizzonte, perché la quantità elargita sta calando, e la proiezione mostra che questi diventeranno sempre più simbolici, fino a scomparire del tutto; dunque bisogna iniziare a pensare seriamente a come si lavorerà senza di essi.
 
La preoccupazione non è tanto il costo, perché anche senza incentivi i costi di produzione rimangono inferiori alla media (che in Italia è 22 centesimi): lavorare senza incentivo e pagare 8000 euro per tutta l’energia che si avrà a disposizione da un impianto di 3kW/p per 25 anni è possibile; la vera preoccupazione sta nel come fare a consumare tutti i 71000 kW/h (energia a disposizione da un 3kW/p in Lombardia) prodotti nell’arco dei 25 anni.


CENTOSOLAR e la sua strategia

CENTROSOLAR Group AG è presente sul mercato da 28 anni ed è leader nella produzione di vetro solare (Centosolar Glass) con uno stabilimento situato a Furth (Germania).

Centrosolar Italia è  specializzata nel settore fotovoltaico e focalizza la propria attenzione su impianti installati su tetto. Il Core Business è costituito da sistemi fotovoltaici completi per abitazioni private, ambito nel quale Centrosolar Group è leader a livello europeo. Centrosolar ha investito tempo e risorse nello sviluppo degli altri mercati europei, oltre a quelli degli Stati Uniti e Canada. Ad oggi ci sono otto filiali Centrosolar in Europa e America, ognuna con un proprio team di esperti professionisti per curare direttamente i clienti sui rispettivi mercati.

Da un anno e mezzo Centrosolar Italia ha deciso di adottare una strategia che si concentra maggiormente sull’offerta di servizi, per poter rispondere meglio alle richieste del mercato. Il nuovo focus aziendale consente lo sviluppo di sinergie e di scambio di competenze con i propri partner su tutti i piani aziendali a partire da quello tecnico, commerciale, marketing e gestionale dell’azienda.

Centrosolar fornisce una serie di prodotti e soluzioni complete in grado di risolvere tutta una serie di problematiche sia a livello elettrico, dei materiali, dell’edilizia, della progettazione e integrazione fotovoltaica, dell’efficienza energetica, del concetto di “zero emission”, degli accumulatori, dei progetti a lungo termine come le “smart grid”, le “micro grid” e le apps per il monitoraggio.

Il dominio delle competenze e delle attività dell’azienda si è ampliato enormemente al fine di rispondere alle esigenze di formazione e di assistenza agli installatori, progettisti, architetti e consulenti per risolvere le problematiche relative a  installazioni con particolari implicazioni tecniche.

Il nuovo focus aziendale interessa anche la logistica e la post-vendita, i servizi finanziari e assicurativi e le certificazioni energetiche.

Ad oggi è stata già predisposta da Centrosolar un’ampia gamma di servizi che verranno elaborati a partire dal nuovo anno. Un pilastro di fondamentale importanza nello sviluppo della nuova strategia di Centrosolar per il 2013 è il Network, una rete vera, un ecosistema che viene istituito con i propri partner. Punteremo inoltre sul concetto di autoconsumo.






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